Procida: cosa visitare e cosa mangiare nella Capitale italiana della Cultura 2022

Procida, una delle perle del Golfo di Napoli, è ufficialmente stata nominata Capitale della Cultura 2022. Con le sue case dai colori arcobaleno, è pronta ad accogliere i visitatori. Scopriamo insieme la storia dell’isola e le sue peculiarità. 

Procida, l’isola di Arturo. Procida, sulle cui stradine Massimo Troisi inforcava la bicicletta e consegnava la posta. Un’isola incantevole, baciata dal sole e lambita dalle acque del Golfo di Napoli. Arrivando dal mare, già da lontano, si scorgono le sue case dai colori pastello e, una volta approdati, si sta col naso per aria, annusando il profumo del mare e della buona cucina. Dalle barche che ondeggiano placide sull’acqua, si odono le voci dei pescatori, qualche canto antico intonato mentre vengono sbrogliate le reti.


Un po’ di storia dell’Isola di Procida

La storia dell’Isola di Procida si perde tra realtà e leggenda. Secondo alcuni, il nome deriverebbe dal greco protechai, che vuol dire “giace”; e infatti, osservandola da lontano si ha quasi l’impressione che la sua superficie sia coricata sul mare. Fondata  nell’VIII secolo a.C. da coloni Calcidesi provenienti dall’isola di Eubea, fu poi luogo di villeggiatura romano e, nell’alto medioevo, occasione di ripetuti saccheggi da parte dei pirati saraceni. Fu proprio in questo periodo che a Procida si eressero numerose torri di avvistamento e gli abitanti, per maggior sicurezza, si spostarono nell’entroterra, ricavando le loro abitazioni nel tufo. Nel periodo successivo l’isola fu proprietà di varie signorie feudali, passando poi nel 1644 sotto la corona napoleonica. La storia più recente di Procida è invece legata alle vicende napoletane.

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Cosa visitare a Procida

Per visitare l’isola di Procida sono sufficienti tre o quattro giorni. Rispetto a Ischia e a Capri, è un luogo meno turistico, più legato alle tradizioni, avendo saputo mantenere nel tempo la sua straordinaria unicità. Ecco un elenco di luoghi che potete visitare una volta sbarcati sulla famosa Isola di Arturo:

  1. Marina Grande: i procidani la chiamano Sent’Co (Sancio Cattolico) ed è la zona del porto principale. Il suo biglietto da visita è costituito dai colori delle case. Da qui, oltre a prendere i principali mezzi di trasporto per raggiungere tutta l’isola, potete imboccare via Roma e concedervi qualche ora di shopping nelle varie boutique e nei negozietti di artigianato locale.
  2. Palazzo d’Avalos e Terra Murata: il nucleo storico dell’isola, con il suo borgo dove il tempo sembra essersi fermato. Fu costruito in epoca medievale a scopo difensivo, vi si accede tramite i varchi originari e, una volta all’interno, ci si perde in un dedalo di viuzze. Merita una visita anche l’Abbazia di San Michele Arcangelo, patrono di Procida.
  3. Casale Vascello: fu edificato intorno al 1500. Si tratta di uno splendido esempio di architettura militare, con un insieme di abitazioni racchiuse in una corte interna e con pochissime aperture verso l’esterno.
  4. Marina della Corricella: è il borgo marinaro più antico dell’isola, dove è stato girato il celebre film Il Postino con Massimo Troisi Maria Grazia Cucinotta. Qui ci si può concedere una rilassante passeggiata  per ammirare le case variopinte e i balconi coperti da archi di origine araba (i caratteristici “Vefi”). Marina della Corricella è anche il posto perfetto per assaggiare i piatti tipici a base di pesce di Procida.
  5. Le spiagge di Procida: l’isola è ricca di spiaggette ed insenature dove prendere prendere il sole e fare un tuffo nelle acque cristalline del mare. Tra le più note: le spiagge di Ciraccio e della Chiaiolella, la spiaggia del Pozzo Vecchio (sulla quale sono state girate le ultime scene del film) e la spiaggia della Chiaia.
  6. Giro di Procida in barca: ci sono escursioni per tutti i gusti. Si può scegliere di salire a bordo della tipica barchetta dei pescatori oppure optare per una barca a vela. Le acque di Procida sono perfette per ammirare i fondali del mare o per dedicarsi ad una battuta di pesca.
  7. Vivara e l’Area Marina Protetta di Procida: istituita nel 2007 per proteggere l’ecosistema marino. Qui, si possono avvistare i delfini e ci si può immergere nella storia dell’isola ammirando i reperti archeologici disseminati sui fondali.
  8. La Casa di Graziella: è una piccola casa-museo che si ispira al romanzo di Alphonse de Lamartine, “Graziella”, ambientato proprio a Procida.
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Cosa mangiare a Procida

A Procida, i turisti interessati all’enogastronomia possono trovare il perfetto equilibrio tra piatti di mare e di terra sapientemente preparati secondo la tradizione. Tra i primi piatti sono da assaggiare le linguine all’astice, la pasta alla pescatora povera, il tortano con i carciofi. Un piatto di carne tipico dell’isola è il coniglio alla procidana. Completano il pasto alcuni dolci tipici, come la lingua della Suocera e la Delizia al Limone. Questo delizioso agrume è anche il protagonista del famoso Limoncello.

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