Pompei: gli affreschi eterni della Villa dei Misteri

Pompei è un luogo sospeso nel tempo, dove la potenza della Natura ha congelato la vita di circa 20.000 persone in una ricca città della provincia nella Campania romana.

Pompei rimane uno dei siti più significativi dell’epoca imperiale, ma anche una delle testimonianze più tragiche di un’era fiorente, bruscamente interrotta da un evento naturale estremamente devastante. Un potere sconosciuto, creduto di origine divina, si scagliò contro la città, lasciando gli abitanti impotenti di fronte a una morte imminente, nonostante i loro tentativi disperati di fuga.

Esplorare Pompei ci offre l’opportunità di immergerci in una finestra temporale intatta dall’evento del 24 ottobre del 79 d.C. e di osservare la vita quotidiana di una comunità romana provinciale. L’eruzione vulcanica, pur nella sua devastazione, ha conservato questo tesoro attraverso i secoli, fino a quando gli scavi archeologici del Settecento hanno iniziato a rivelare la sua storia.

Il continuo progetto di recupero e conservazione di Pompei permette ogni anno di scoprire nuovi dettagli della sua storia, riportando alla luce tesori ritenuti perduti. L’ampia area del sito archeologico sorprende costantemente, rivelando la ricchezza e l’importanza dei reperti nascosti sotto la cenere vulcanica.

I primi scavi, avviati nel 1748 durante il regno di Carlo III di Borbone, miravano principalmente alla raccolta di manufatti romani per esposizione nei musei e nelle collezioni private. Successivamente, sotto il Principato dei Savoia, si cominciò a dare maggiore importanza agli affreschi, agli oggetti di uso quotidiano, alle abitazioni e alle attività commerciali, offrendo uno sguardo più completo sulla vita della città.

La celebre Villa dei Misteri, situata appena fuori dalle mura della città, spicca per la sua integrità, raffinatezza ed eleganza. Costruita nel II secolo a.C., questa sontuosa residenza nobiliare riflette il gusto per il lusso e la cultura dei suoi proprietari, evidenziati dalle sue sale affrescate e dai giardini circostanti.

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Nonostante il terremoto del 62 d.C., che costrinse i proprietari a trasferirsi altrove, la Villa dei Misteri conserva ancora oggi la sua bellezza e il suo fascino, testimoniando la vita e le abitudini dell’aristocrazia romana dell’epoca.

Le campagne di scavo

Il primo intervento di scavo a Pompei risale al 1909-1910, quando il proprietario del terreno, Aurelio Item, ottenne temporaneamente la licenza di scavare nella sua proprietà. Tuttavia, la straordinarietà della scoperta portò all’esproprio dell’area in attesa di un intervento sistematico condotto da archeologi specializzati.

È stato solo nel 1929-1930, grazie alla generosa donazione del Banco di Napoli, che gli scavi sono stati riavviati. Questa donazione ha permesso all’archeologo Amedeo Maiuri di portare alla luce quasi completamente la villa.

Il ciclo pittorico

Una volta superata l’area servile, con le cucine e gli ambienti per la panificazione, si entra nella zona signorile della Villa dei Misteri. Qui si possono ammirare i primi affreschi con paesaggi lungo il Nilo, il tablino con le sue pareti nere e decori che richiamano l’arte egizia, e altri ambienti come le camere da letto, con decorazioni in diversi stili.

Il culmine di questi cicli decorativi è nel triclinio, la sala da pranzo, dove la pittura pompeiana raggiunge un livello eccezionale. Qui si trova un esempio straordinario di megalografia, con 29 figure di dimensioni quasi reali, disposte lungo tre lati della sala. Questa rappresentazione, che coinvolge i commensali nella narrazione, è legata ai riti di iniziazione del culto dionisiaco, noti come “misteri”.

Le dieci scene dipinte nel triclinio seguono i passaggi dei riti dionisiaci, portando il soggetto attraverso diverse prove verso un cambiamento interiore. Dioniso, il dio del vino e della libertà, rappresenta l’istinto primordiale nell’uomo, spesso represso dalla società. La protagonista dei riti nella Villa dei Misteri è una ragazza, forse in vista del suo matrimonio, il cui passaggio attraverso il rito simboleggia il suo ingresso nell’età adulta.

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Le scene dipinte mostrano la ragazza mentre affronta varie prove e rituali, guidata dagli altri partecipanti. Alla fine del rito, trasformatasi, si prepara per una nuova fase della sua vita, con uno sguardo più deciso e sicuro, pronta ad affrontare il futuro.

 

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